Da Sigmund Freud a Roberto Cheloni

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Libro degli ospiti

psicosi...

Oberdan 11.12.2014
Sto facendo la specializzazione in Psichiatria, ho scelto questo ramo della Medicina per interesse verso la malattia psichica, ma mi accorgo che in ospedale non si si riesce a portare avanti una cura vera e propria con nessun paziente e la malattia psichica non trova risposte impegnative nella ricerca. Avverto un decadimento sotto questo profilo e spero che tra psicoanalisi e psichiatria si ristabilisca un effettivo e operante legame...ma si può 'curare' senza una situazione stabile e duratura per il paziente che comprenda sia l'ambiente 'esterno' che l'analista?

Sogni

Cristina 30.11.2014
Non so come sia, ma spesso ho l'impressione che quando mi sveglio e ho sognato, il sogno come lo ricordo non sia come quello che ho davvero fatto e mi rammarico perché sognare mi piace, mi riposa meglio del sonno e basta (?)

R: Sogni

I.R.S.S.F. 01.12.2014
Sognare è importante, spesso si pensa di 'non sognare', ma non è così; i sogni che si ricordino o non si ricordino fanno parte della nostra realtà, la 'realtà' psichica non è meno autentica di ciò che viviamo da svegli nel quodiano, essa proprio perchè inconscia è indisturbata e 'detta' il corso delle nostre azioni, scelte e 'convinzioni'. Chi fa analisi lo comprende bene nel corso dell'analisi stessa e ne fa esperienza, le LIBERE ASSOCIAZIONI di cui l'ANALISI fa tesoro (il LINGUAGGIO ANALITICO è quello delle libere associzioni) aprono un orizzonte diverso, ampio, spazioso e imprevedibile e allora il sogno acqusta il suo significato sempre più profondo, sempre più radicato, nulla sfugge al sogno e nulla viene interamente dimenticato delle nostre esperienze di cui l'inconsapevole trasmissione parentale ci ha reso partecipi, quasi conniventi spesso di un 'segreto' sconosciuto alla ragione, ma non al sogno. A volte il sogno 'bello' aiuta a contenere l'angoscia del sogno 'brutto' che si cela in quello, di un incubo che vorremmo non si ripetesse più, ma invariabilmente 'ritorna' (come i fantasmi) a 'bussare' alla nostra psiche e non se ne va finché non trova pace nell'interpretazione analitica che lo svela del suo 'mistero', del suo subdolo 'fascino' e ce lo rende comprensibile, umano, vivibile

Freud mi incuriosisce

Luigi 15.11.2014
Leggo sempre i consigli dello psicologo sui giornali e li ascolto alla televisione e mi incuriosisce che si parli tanto di Freud, ma poi sembra che gli psicoanalisti, come Freud non ci siano più e chi cerca davvero un ascolto fa fatica a trovarlo.


malattia improvvisa

pietro 21.10.2014
Una persona a cui sono amico all'improvviso ha mostrato segni di 'stranezza' come se inaspettatamente qualcosa si fosse spezzato nella sua psiche: non mi era sembrato mai che potesse avere problemi

R: malattia improvvisa

I.R.S.S.F. 21.10.2014
"riguardo all'apparire improvviso di una patologia psichica, già nel 1920 Freud così si esprimeva: "Il metodo delle descrizioni lineari risulta SCARSAMENTE adatto alla descrizione di livelli psichici intricati che si svolgono a livelli DIVERSI DELLA PSICHE"

ricordi...'perduti'?

I.R.S.S.F. 03.10.2014
I ricordi a volte sembrano 'non esserci' più, come se fossero andati perduti, persino 'non esistiti': chi ero, come sono stato, cosa mi piaceva fare, cosa mi è accaduto? L'ANALISI SERVE PROPRIO A QUESTO: FAR RIEMERGERE I SENTIMENTI CHE ACCOMPAGNANO I RICORDI PERDUTI E POTER FARE COSE CHE NON PENSAVAMO POSSIBILI, MA CHE CI SAREBBERO PIACIUTE, 'se finalmente ce ne potessimo ricordare'

John

Smithe701 20.09.2014
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cosa comporta la perdita dell'Identità nel sociale?

Amedeo 14.07.2014
Sono un insegnante di Italiano e Storia non giovane, faccio fatica a continuare il mio lavoro perché mi trovo a non poter svolgerlo secondo quanto ho sempre pensato fosse l'insegnamento della propria Lingua e Letteratura e della nostra Storia. Spesso mi trovo a parlare come se fossi uno 'straniero' nella mia stessa terra di origine: ma non so più se ho torto io a questo punto...!?

R: cosa comporta la perdita dell'Identità nel sociale?

La Presidenza dell'I.R.S.S.F. 14.07.2014
Risponedrò in parte riportando un pensiero di R. Cheloni che potrà essere ampliato con ulteriori commenti e studi: "L'interruzione della trasmissione (e il patologico correlato della confusione tra le generazioni-di cui la Teoria transgenerazionale si occupa) ha dato luogo in molte province dell'Occidente, ad una abrasione progressiva della Storia, il cui portato nel sociale è un'ebearchia, una dittatura degli adolescenti che ha progressivamente rimosso l''ordine della generazione' (..). Come la concezione religiosa ebraica concorre a fondare un senso di appartenenza che resiste a qualsivoglia spinta all'assimilazione, cancellare l'ordine della generazione per dar forza AD UNA NUOVA APPARTENENZA COSPIRA AD AZZERARE L'ESISTENZA MEDESIMA DI UNA PAROLA COME IDENTITÀ(..). Negli anni Venti il sociologo Kallen osservava che si può cambiare il cognome, ma non è possibile "cambiare nonno"(..)". R. Cheloni, DELLA TRASMISSIONE NON PATOLOGICA, SCRITTI-p.264.
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